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ROMA. L'applauso parte debole e si ferma presto. I giornalisti stipati nella sala grande del Cinema Barberini per assistere alla proiezione per la stampa dell'attesissimo «Il Caimano» di Nanni Moretti da domani nelle sale, alla fine sembrano interdetti, spiazzati. Si viene a sapere che l'accoglienza è stata la stessa anche a Milano, ma non è necessariamente «pollice verso». Come per tutti i film, ma per «Il Caimano» di più, forse c'è bisogno delle canoniche ventiquattr'ore prima di poter esprimere un giudizio compiuto. Perchè questo ultimo di Moretti è un film difficile, che gioca su più registri e affastella spezzoni di lungometraggi girati, pensati, sognati ad una storia che tutto collega e che finalmente, dopo tanto mistero, si conosce.
E dunque la novità più appariscente è che uno dei volti del «Caimano», alias il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, è quello di Nanni Moretti. La trama racconta di Bruno, un produttore in difficoltà interpretato da Silvio Orlando, che rinuncia all'ennesimo 'remake' sul ritorno di Cristoforo Colombo dalle Americhe, per rischiare grosso accettando di produrre un film, «Il Caimano» appunto, tratto dalla sceneggiatura di Teresa (Jasmine Trinca) che racconta le vicende umane e politiche del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ma le insidie al progetto sono moltissime, dai finanziatori agli attori che, uno ad uno, da Nanni Moretti a Michele Placido, chi prima chi dopo, rinunciano al progetto.
La determinazione del produttore, però, è tale che alla fine decide di girare comunque un «corto», ambientato tutto in un'aula di giustizia, centrato sulle ultime battute di un processo che vede imputato il presidente del Consiglio e termina con la sua condanna a sette anni di reclusione. Applausi della folla per il premier condannato, lancio di sassi per i giudici fino all'ultima inquadratura davvero inquietante: il lancio di bottiglie incendiarie all'esterno del palazzo di giustizia che lasciano presagire quasi l'inizio di una guerra civile.
DUE SEQUENZE PER MORETTI NEL «CAIMANO».
Compare due volte, la prima dopo circa mezz' ora e la seconda nel finale, Nanni Moretti nel suo «Caimano», in uscita da domani in circa 400 sale italiane. Moretti e' uno dei tanti possibili attori protagonisti contattati dal produttore Silvio Orlando per un film su Silvio Berlusconi intitolato appunto 'Il caimano'. Nella prima breve sequenza Moretti e' in macchina con produttore e regista (Jasmine Trinca) e, mentre canta 'Lei' di Adamo, rifiuta la proposta di fare il film. Nella lunga sequenza finale invece, dopo che il candidato principale al ruolo, Michele Placido si e' ritirato, Moretti e' nei panni di Silvio Berlusconi durante il processo a suo carico incalzato dalle domande di Anna Bonoaiuto-Ilda Boccassini. E' un Berlusconi che si difende attaccando e che, in un finale particolarmente minaccioso, aizza la gente comune contro i giudici che ''invece di applicare la legge decidono al posto degli elettori''.
BERLUSCONI: IL CAIMANO DI MORETTI? NON LO VEDRO'.
«No, assolutamente no». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde così a chi gli chiede se andrà mai a vedere il nuovo film di Nanni Moretti «Il Caimano».
PRODI: SPERO SIA UTILE E NON DANNOSO.
«Il film di Moretti si vanno a vedere, poi vedremo se è utile o dannoso alla campagna elettorale». Lo ha detto a Rtl 102,5 Romano Prodi, riferendosi al 'Caimano' nuovo film del cineasta romano. «Sarà un film politico - ha aggiunto - parla certamente di Berlusconi, come non lo so. Ripeto - ha concluso - spero che sia utile e non dannoso alla campagna elettorale».